« Indietro | Ultima tappa del XIII° Happening della solidarietà: confronti e nuove prospettive

18/12/2012

Nei locali della Vecchia Dogana, presso il centro storico di Catania, il 13-14-15 dicembre si è conclusa la tredicesima edizione dell’Happening della solidarietà.
Una rete sociale di fronte alla crisi: nuove alleanze per rispondere ai bisogni delle famiglie e dei cittadini”, il titolo di quest’ultimo incontro che ha permesso un’approfondita riflessione in merito ai bisogni di una società in piena crisi.

Diverse sono state le personalità che hanno permesso questo scambio di idee ed opinioni.
Tra questi Antonio Presti, presidente dell’associazione Fiumara d’Arte che, attraverso le opere d’arte e la bellezza, ha proposto una forma di educazione dei giovani e delle famiglie.
Una delle sue opere, realizzata insieme ai bambini e alle mamme di alcune scuole di Catania, è la “Porta della Bellezza”, divenuta simbolo di un quartiere degradato quale quello di Librino.

Altro ospite dell’happening è stato Cristiano Gori, docente di Politica Sociale all’Università Cattolica, che ha lasciato un messaggio chiaro: le istituzioni iniziano a non investire più sul welfare locale e questo è dimostrato da una serie di circostanze, quali la decrescita delle risorse stanziate, la visione del welfare come un potenziale abuso, la nostra legislazione – tra l’altro la più carente a livello europeo.

La riflessione, con Luigi Campiglio, professore di Politica Economica presso l’Università Cattolica, si è focalizzata sulle famiglie che, teoricamente, sarebbero al centro del dibattito politico, ma che, nella realtà, da vent’anni a questa parte, pagano il prezzo della crisi. E ciò che manca sono proprio le politiche a vantaggio delle famiglie e la consapevolezza che queste possono essere una risorsa importante per la società.

L'intervento di Felice Scalvini è stato tra i momenti più alti di questo percorso di Happening. Il punto centrale del suo intervento è consistito nel contrastare una tendenza, importata dal pensiero anglosassone, che identifica innovazione e sviluppo dell’impresa sociale nel lasciarsi sedurre dalle sirene della finanziarizzazione e dell’assunzione dei principi del profitto propri del mercato.
Questa direzione - paradossalmente assunta proprio quando l’economia di mercato mostra tutte le sue debolezze - da una parte dimentica come lo sviluppo della cooperazione (e della cooperazione sociale in particolare) sia avvenuta in questi decenni guidata non dalla presenza di capitali ma di idea di sviluppo sociale, dall'altra rappresenta una non auspicabile riduzione della biodiversità imprenditoriale omologando l'impresa sociale al mercato. Questo richiamo giungeva particolarmente appropriato nelle ore in cui veniva proposto - peraltro al di fuori di qualsiasi percorso di consultazione - un emendamento alla legge di stabilità - poi ritirato - teso ad introdurre elementi profit entro le imprese sociali.

Gianfranco Marocchi, presidente del Consorzio Nazionale di Idee in Rete, partendo dall’analisi dei bisogni della società attuale, ha proposto un excursus delle precedenti tappe dell’happening, sottolineandone l’obiettivo, ovvero quello di cercare basi concrete per un’innovazione delle politiche.

Anche Edoardo Patriarca, presidente del Centro Nazionale per il Volontariato, è intervenuto in diversi momenti dell’Happening: “le imprese hanno applaudito alla riforma delle pensioni. Ma qualcuna, sommessamente, inizia a chiedersi quale potrà essere le produttività con una forza lavoro sessantacinquenne. Il ministro Fornero, quando le è stata posta la questione, ha risposto infastidita”.

È intervenuto poi il sindaco di Castelnuovo del Garda, Maurizio Bernardi che ha proposto la sua esperienza nel piccolo comune di cui è sindaco. Una dimostrazione di come sia possibile impostare una politica di apertura nei confronti di cittadini e famiglie. Infatti il suo comune ha creato un Piano integrato delle politiche familiari, costituito da oltre 100 progetti che vengono portati avanti attraverso il coinvolgimento dei cittadini.

Ospite di eccezione Luigino Bruni, professore di Economia politica presso l’università di Milano, che ha affermato che la nostra società dovrebbe sforzarsi di superare la concezione per cui il mercato è il motore economico del Paese e servirsi di un importante strumento, quale quello della cooperazione e dell’economia civile.

Anche Paolo Venturi, direttore Aiccon, ha ribattuto sulle cooperative sociali che, in questa fase di crisi, sono state le uniche a far crescere l’occupazione, in quanto nate dalla relazione basata su ideali comuni e sono riuscite a innovare non solo le politiche sociali, ma anche l’idea stessa di cosa significa fare impresa, introducendo l'interesse generale al posto del profitto.

E lo stesso viene sottolineato da Sergio Gatti, direttore di Federcasse che, in collegamento via skype, ha spiegato come le cooperative sociali hanno realizzato risultati con una quota di casi di default nei confronti del sistema bancario minimo rispetto al resto del sistema economico.

Michele Mosca ha poi approfondito i modelli di relazione tra pubblico e privato, con particolare riferimento alle esperienze di co-gestione, dove pubblica amministrazione, imprese sociali e cittadini attivi sono co-attori del perseguimento dell'interesse generale.
Tra queste esperienze ha ricordato quella dei “bilanci di salute” in Campania, cioè di un approccio avanzato alla salute mentale in cui le risorse sono utilizzate in modo flessibile coinvolgendo il terzo settore.

Anche Gaetano Mancini, presidenza Confcooperative, è intervenuto all’happening, spiegando che le cooperative sociali creano sviluppo e occupazione per tanti giovani, donne e persone con svantaggi sociali.

Sul finale è intervenuto anche Dino Barbarossa, presidente della fondazione E’BBENE, il quale ha presentato le attività della fondazione ed ha rivolto un invito alle associazioni presenti: mettersi in ascolto per ricavare elementi utili all'innovazione delle politiche di welfare del Paese.

Questa edizione dell’Happening della solidarietà, si è conclusa con la speranza che le idee e i confronti nati possano trasformarsi in progetti concreti per la nostra società.